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Chi Sono

Ciao, sono Fabrizio Delrio.

Vivo in Sardegna e nel 1996 ho realizzato il mio primo sito con un semplice editor html e da allora non ho mai smesso.

In quegli anni, Google non era ancora nato e i siti funzionavano principalmente attraverso l’utilizzo delle ormai defunte web directory.

Nonostante la mia passione sfrenata per tutto ciò che riguardava il web, il mercato del web che conosciamo oggi, non era ancora nato, e il mio percorso formativo fu per certi versi molto classico.

Vai a scuola, studia e trovati un buon lavoro.

A 26 anni ero in possesso di due lauree, una laurea in Pianificazione Urbanistica Territoriale e Ambientale e una laurea magistrale in Architettura.

Nonostante gli studi, appena varcato la soglia del portone universitario, ho aperto partita iva e realizzai il mio primo sito di vendita online.

Fu un vero e proprio fallimento.

Cercavo di vendere prodotti online tramite la tecnica ora molto più comune, chiamata dropshipping, nella quale si vende un prodotto di un azienda che ti cede il permesso di vendere i suoi prodotti, accollandosi la parte logistica. 

Il problema fu proprio la parte logistica, i fornitori italiani erano poco seri, non credevano nel web e le spedizioni duravano un'eternità.

Da qua mi spostai alla ricerca di fornitori nel mercato estero, finché non trovai un fornitore di materiale tipografico tedesco, che garantiva spedizioni rapide in tutta Europa e prezzi molto concorrenziali rispetto a quelli abituati a vedere nelle tipografie italiane.

Realizzai un nuovo sito, in cui vendevo volantini e materiale tipografico, manifesti, biglietti da visita e altro.

Il modello di business era semplice, il mio sito prendeva gli ordini in cui riceveva il file di stampa, io con le mie competenze grafiche verificavo che il file andasse bene per la fase di stampa, ed effettuavo l’ordine alla tipografia tedesca, che spediva, in forma anonima al mio cliente in italia in pochi giorni.

Il mio margine era circa il 100% lordo, nel senso che un prodotto che a me costava 50, lo rivendevo a 100. 

Nel giro di qualche settimana passai da ricevere 2 ordini a settimana a punte di 10 ordini al giorno, un lavoro che riuscivo a gestire in meno di un ora al giorno.

In pochi mesi, avevo posizionato il sito su Google al primo posto in Italia, per la parola chiave “stampa volantini” e in pochi mesi dovetti passare al regime fiscale ordinario, avendo sforato la soglia del vecchio regime forfettario di quel periodo.

Nel frattempo, continuavo a studiare per l’abilitazione da Architetto, e mi appassionai per le tecniche seo, ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca..

Se ero riuscito a posizionare quel sito al primo posto, pensai che potevo farlo con qualsiasi sito.

Una dura lezione

Dopo un anno, il sito tipografico era diventato talmente forte, che spinse l’azienda tedesca a investire in Italia.

Realizzarono un loro sito in italiano, e mi eliminarono di fatto dal mercato, che nel frattempo era diventato ultra competitivo.

Insomma, avevo fatto da beta tester inconsapevole alle grandi multinazionali.

Mi rassegnai al fatto che non potevo competere contro una multinazionale, che per giunta erano i miei stessi fornitori.

Fu così, che imparai un'importante lezione:

Evitare se possibile di basare il proprio business su prodotti o servizi di terzi.

Fu una lezione importante, un errore che spesso vedo commettere dai principali pseudo-guru del web marketing.

Puntano tutte le risorse e le energie alla strategia di vendita e spesso esclusivamente alle sponsorizzazioni su Facebook.

Se Facebook alza i prezzi (come sta già accadendo) o banna l’account (come spesso si sente e spesso senza apparente motivo), in automatico tutta la strategia crolla come un castello di carte.

Chiusi il sito, e mi abilitai come architetto, iniziando a lavorare anche come libero professionista.

La nuova fonte di ispirazione

Nel frattempo, la mia passione per il SEO, mi spinse a realizzare diversi siti di test, con la quale analizzavo azione e reazione dei vari motori di ricerca.

Iniziai a monetizzare i siti, inserendo le pubblicità tramite il servizio fornito da Google, Google Adsense.

Le entrate generate erano minime, ma avevo stabilito una regola tutta mia.

Se le entrate erano almeno 10 volte il costo di dominio e hosting del sito annuali, valeva la pena rinnovare per un altro anno.

In un anno mi trovai con oltre 20 siti test differenti, di diverse nicchie di mercato, alcuni anche in lingua inglese.

Da questi test si evinse la stretta relazione tra le parole chiave, e i dati forniti da Google.

Non era importante il numero di ricerca delle parole chiave, ma quanto le aziende erano disposte a spendere per quelle parole chiave.

Fu così che mi ritrovai con dei siti da record, con pochissime visite mensili avevano un altissima resa. 

Il record fu di un singolo click su un annuncio pubblicitario che Google mi pagò la bellezza di 95$, quasi 100$ per un singolo click da parte di un utente.

Si trattava di un sito inserito nel mercato delle aziende di disinfestazione australiane, e il sito era un piccolo portale in inglese con la lista delle aziende di disinfestazione in Australia.

Ovviamente non tutto era rose e fiori, Google cambiava spesso i suoi logaritmi e i vari fattori di ranking, e alcuni siti vennero colpiti dalle penalizzazioni ghost.

In pratica Google senza alcun genere di avviso, penalizzava il sito rendendolo di fatto invisibile nella prima pagina, riducendo drasticamente il traffico in ingresso.

Questo mi spinse ad abbandonare la creazione di siti di test, concentrandomi di più su strategia e qualità dei contenuti.

Nel frattempo iniziai a non avere più molto tempo da dedicare ai siti, il lavoro come architetto, che, in Italia, o perlomeno qua in Sardegna è più in un lavoro da burocrate, iniziava a prendermi troppo tempo.

Nonostante ciò, i siti lasciati abbandonati per oltre un anno, generavano un flusso costante di entrate automatiche, arrivando a superare punte di 2000€ mensili, solamente con il programma di Google Adsense, e non ci misi molto a rendermi conto che il lavoro come architetto mi rendeva molto meno, sia dal punto di vista economico, ma soprattutto in termini di tempo.

L'architetto

Personalmente credo che la parte più soddisfacente di un architetto sia quella di vedere realizzata la propria idea in cantiere.

Ma l’andare in cantiere non era semplice, i progetti erano a oltre due ore di distanza da dove vivevo, e l’inferno burocratico, iniziava a pesare.

Realizzai che fare l’architetto in Italia o perlomeno in Sardegna è una cosa ben diversa da ciò che ti fanno credere in ambito accademico.

I motivi secondo la mia esperienza sono semplici:

  • A) In Sardegna, l’espansione è minima e realizzare nuove costruzioni è quasi impossibile. Troppi vincoli per qualsiasi cosa.

  • B) La parte burocratica per la presentazione di una piccola ristrutturazione è pari a quella da presentare per la realizzazione di un grattacielo.

  • C) In Sardegna non si conosce il ruolo dell’architetto. Per qualsiasi cosa, si chiama il geometra o l’ingegnere, l’architetto fa solo archi e cerchi (ahahah, ne ho sentite di tutti i colori)

Da questi tre punti si deduce che:

Lavori solo per ristrutturazioni, di case vacanze, generalmente di persone che abitano al di fuori della Sardegna, con un prezzo al cliente che non deve superare quello del geometra locale.

Di questi lavori, devi cercare di dedicarti il più possibile alla parte creativa e funzionale, tenendo a mente tutte le ore che occorrono per la presentazione della parte burocratica, di cui tu sei anche unico responsabile di eventuali inesattezze o errori.

Oltre a ciò l’ordine ti limita nel marketing, di poterti "vendere", ti obbliga a fare dei corsi di aggiornamento completamente inutili e finalizzati unicamente alla vendita di prodotti.

La cassa pensionistica, che seppur ne paghi già una obbligatoria (pagavo l’inps per la partita iva commerciale) ti costringe a versare una percentuale nelle loro casse, ma che di fatto, non fa cumulo a livello pensionistico.

Basta, era arrivato il momento di cambiare!

Il cambiamento

Messico, Thailandia, Miami...

Una mattina mi svegliai, entrai sulla casella di posta certificata e mi cancellati dall’albo degli architetti. 

Quel giorno, fu la mia rinuncia al titolo di architetto per concentrarmi al solo mercato online.

Avendo più tempo, ripresi a viaggiare, sia verso l’oriente per conoscere un po mercato e cultura araba negli Emirati Arabi Uniti e nel Qatar che l’occidente, Europa e Stati Uniti d’America. Poi qualche vacanza in Thailandia e ai Caraibi.

Iniziai a studiare la programmazione web dal suo codice, html, css, php e js, e iniziai a sviluppare siti e funzioni partendo da un singolo foglio di testo bianco. 

Convertii alcuni miei vecchi siti di test realizzati con Wordpress in piattaforme molto più performanti, con l’utilizzo di framework php basati sullo sviluppo ad oggetti, come ad esempio Laravel.

Iniziai a pormi degli obiettivi personali, come ad esempio imparare a sciare, cosa che feci a Livigno, paesino di cui mi sono innamorato e in cui cerco di andare almeno una volta l’anno. Ma non solo, arrampicata, canyoning e tanti bei sport outdoor che offre la Sardegna.

Bellissima Livigno

Sulle Dune nel deserto del Qatar

Ma anche gli obiettivi di vita, nel settembre 2018 mi sono sposato e in pieno primo lockdown per la pandemia dovuta al Covid-19, è nato mio figlio.

Questo evento, unito al fatto di non poter viaggiare per via della pandemia, mi ha mi ha spinto a mettermi in gioco in prima persona, insomma, metterci la faccia.

Ho diversi siti online, su diversi settori, ma non mi ero mai esposto personalmente.

Un po per il mio carattere, a primo acchito un po timido e introverso, e un po per il grosso macigno che il web lascia sulle persone che diventano personaggi pubblici, le critiche.

In rete è pieno di persone che cercano di insegnare un qualcosa che nemmeno loro conoscono. 

C’è chi ti spiega come realizzare un sito web, senza una minima conoscenza di ciò che ci sta dietro.

Nessuno ti dice che un sito web senza un processo logico da seguire, è semplicemente fine a se stesso.

Per curiosità ammetto di aver speso diverse migliaia di euro, per corsi sul web-marketing, per capire se effettivamente c’era quel qualcosa in più, di cui non ero a conoscenza.

Bene, lascia che ti dico che nessuno e dico nessuno di questi corsi, ti dice cosa fare realmente nella tua situazione.

A livello di mindset, sono ottimi, nel senso che ti spiegano concettualmente, i diversi approcci mentali che devi avere, ma poi a livello pratico, sono troppo generici.

Ora che conosci la mia storia, spero che questo sito, ti aiuti a trovare risorse e stimoli giusti che cerchi.

Navigando tra i vari contenuti, troverai un insieme di informazioni e soluzioni, ricavate da anni di esperienza.

Vuoi Fare sul Serio?

Se hai in mente di voler utilizzare il web per una tua idea, ti posso dare una mano!